+39 3294373205 info@studiomuzzarelli.com

La sensibilità dei denti agli stimoli termici è un problema molto diffuso nella popolazione. Infatti è una tra le principali cause di dolore ai denti che, se non opportunamente trattata, può portare all’insorgenza di carie o gengivite. La fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 18 e i 40 anni, con un incremento nei giovani in seguito all’aumentato utilizzo di bevande acide e zuccherate.

Qual è l’origine della sensibilità ai denti? Bisogna fare una piccola introduzione su come è costituito il dente. Lo “smalto” è quella parte esterna del dente di colore bianco che ha la funzione di proteggere il tessuto sottostante, chiamato “dentina” di colore giallo al cui interno decorrono delle strutture vascolari e nervose chiamate “tubuli dentinali”. L’insorgenza del sintomo è dovuta alla perdita dello smalto con esposizione della dentina alle differenti e repentine variazioni termiche cui può essere sottoposta la cavità orale.

Come e perché si manifesta la sensibilità dentinale?Le cause, che possono determinare la perdita dello strato esterno del dente, sono molteplici. Di seguito ne elenco alcune tra quelle maggiormente responsabili:

  • TECNICA DI SPAZZOLAMENTO SCORRETTA. Uno spazzolamento dei denti troppo energico, oppure un utilizzo di uno spazzolino con setole troppo dure, può determinare un indebolimento dello smalto con relativa formazione di microfessure chiamate “lesioni da spazzolamento”.
  • UTILIZZO ECCESSIVO DI CIBI E BEVANDE ACIDE O ZUCCHERATE. La dieta alimentare ha subito notevoli variazioni nel tempo e molto spesso, sia per mancanza di tempo sia per pubblicità ingannevoli, si utilizzano sostanze acide che creano un indebolimento dello smalto con relativa comparsa della sensibilità.
  • USURA DEI DENTI. I denti possono subire un’usura eccessiva in seguito a problematiche di digrignamento dei denti (BRUXISMO), oppure in seguito a parafunzioni masticatorie o anche a problemi più seri come ANORESSIA E BULIMIA. Senza entrare qui nel dettaglio, intendo solo precisare come il ruolo del dentista sia di fondamentale importanza nell’intercettare tali problematiche e accompagnare il paziente nella risoluzione del problema affidandolo anche a colleghi specializzati.
  • PROBLEMI ALLE GENGIVE. Quando le gengive si ritirano e il dente appare più lungo, si determina una esposizione della dentina e quindi un aumento della sensibilità agli stimoli termici. In questo caso risulta opportuno rivolgersi al proprio dentista di fiducia, il quale è in grado di distinguere tra una recessione gengivale e un inizio di parodontite.
  • REFLUSSO GASTROESOFAGEO. Questa patologia, che sta diventando sempre più frequente, comporta un versamento cronico di succhi gastrici a livello esofageo con conseguente comparsa di molteplici disturbi a livello della cavità orale tra cui la sensibilità dentinale dovuta alla erosione dentale.

Una volta individuata la causa della sensibilità dentinale, è importante intervenire attraverso piccoli accorgimenti nell’igiene orale domiciliare quotidiana e nel variare il tipo di alimentazione, fino ad arrivare, nei casi più fastidiosi e complessi, ad avvalersi dei consigli del proprio odontoiatra.

Tra i rimedi domiciliari è possibile elencare:

  1. SCEGLIERE LO SPAZZOLINO GIUSTO. Sostituire lo spazzolino a setole medio-dure con uno a setole morbide. Molto utile l’impiego degli spazzolini elettrici per il controllo della pressione delle setole durante lo spazzolamento sulla superficie esterna del dente.
  2. IMPIEGARE PRODOTTI SPECIFICI PER LA SENSIBILITÀ DENTINALE. Oggi è possibile scegliere tra una grande varietà di prodotti tra dentifrici, collutori e gel desensibilizzanti, tuttavia consiglio di rivolgersi al proprio dentista per essere guidati nell’acquisto di quello più indicato per la specifica situazione.

I rimedi di tipo professionale prevedono l’impiego di principi attivi che contrastino l’insorgenza dell’ipersensibilità dentinale attraverso il sigillo dei tubuli dentinali: FLUORURO DI SODIO E FLUORURO STANNOSO in soluzioni gel da applicare sull’area interessata, materiali resinosi e adesivi nei casi di ipersensibilità localizzata, terapia con laser associata ad applicazioni di fluoruro di sodio.

In conclusione, invito tutti a non sottovalutare l’insorgenza della sensibilità ai denti perché può essere il segnale di altre patologie.

Dottoressa Francesca Muzzarelli, Odontoiatra