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In protesi estetica, per correggere alcuni difetti, l’utilizzo delle faccette ha diverse indicazioni che vanno dal “mascheramento” di importanti discromie dentali, purtroppo resistenti allo sbiancamento, alla vera e propria correzione di difetti di forma.

In particolare, i difetti dei denti frontali possono essere di eccesso oppure di difetto di tessuto dentale in senso vestibolare e incisale. Per contro, parleremo di tecnica additiva nel caso di un “minus” di tessuto dentale da riempire attraverso le faccette stesse.

In altre parole, i nostri denti possono risultare o troppo piccoli, o con un eccessivo spazio interdentale, o con abrasioni sullo smalto, o con colorazioni troppo gialle, o non perfettamente allineati, per cui nell’esame di casi come questi si suggerisce al paziente l’applicazione di faccette additive.

Prima di addentrarmi, intendo chiarire cosa siano le faccette additive. Le faccette additive consistono in sottili lamine in ceramica traslucente, che vengono cementate dal dentista, con tecnica adesiva e permanente, sulla superficie dei denti anteriori.

Ciò premesso è facile comprendere come un trattamento con le faccette non possa essere improvvisato, al contrario richiede un’attenta valutazione in fase pre e intra operatoria al fine di stabilire una gradevole estetica del sorriso e soddisfare le aspettative, che il paziente ha riposto nell’operato del medico.

Risulta, quindi, molto importante che il clinico esegua sempre quella che viene identificata come prova estetica, che in termine tecnico si chiama mock up*.

Le faccette additive - Prima

Le faccette additive – Prima

Le faccette additive - Dopo

Le faccette additive – Dopo

Questa prova consiste in un’applicazione sui denti di un materiale estetico, di solito resina o composito, che riempirà e correggerà i difetti estetici dei denti del paziente senza toccare il dente.

Questa previsualizzazione estetica permetterà al paziente e al clinico di valutare l’integrità del progetto estetico.

Questa prova è sempre supportata da una serie di fotografie e di video che permettono al dentista e all’odontotecnico di confrontarsi preliminarmente sul possibile risultato.

Il processo decisionale per il trattamento delle zone estetiche viene eseguito con l’obiettivo di fornire un sorriso sano, armonioso e bello.

La capacità di raggiungere questo obiettivo – che dalla realizzazione del moke up si conclude in media in due sedute – è associato direttamente con una solida conoscenza dell’anatomia del dente e delle sue proporzioni, nonché della linea del sorriso e la morfologia dei tessuti gengivali.

Entrando nel vivo della materia, segnalo che, tra le altre, le faccette “no prep” additive hanno delle indicazioni molto precise. Queste faccette sono possibili grazie all’introduzione e utilizzo di materiali innovativi e a tecniche di cementazione molto precise e affidabili.

Per concludere: ritengo che questo approccio risulti utile per migliorare la qualità della vita dei pazienti, migliorare la funzione, l’estetica e la fiducia in se stessi. Nella società odierna un sorriso accattivante garantisce un approccio alla vita sociale e lavorativa con più sicurezza.
Buon sorriso a tutti!

Dottoressa Francesca Muzzarelli, Odontoiatra

*La maggior parte dei materiali da restauro, disponibili per il trattamento estetico, sono ceramiche vetrose, pressate e feldspatiche che rappresentano in assoluto una delle migliori tecniche per ottenere una estetica duratura, una preparazione più conservativa del dente e una translucenza il più naturale possibile.