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Perché sorridere?Un sorriso è la chiave segreta che apre molti cuori.

Robert Baden Powell

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, allora il sorriso non può che esserne la sua espressione.

Dove nasce un sorriso? Non sulle labbra, perché quello è il luogo in cui si manifesta.

Il sorriso nasce prima dentro di noi, nel nostro intimo più profondo. È uno stato d’animo. Prende vita interiormente come il frutto di un sentimento di gentilezza amorevole che rivolgiamo a noi stessi, agli altri e alla vita in senso più ampio. Sorridere comunica disponibilità e apertura. Nelle nostre vite complesse e spesso difficili, la capacità di permettere al nostro sorriso interiore di sorgere è proporzionale alla nostra disponibilità ad aver fiducia nella vita.

“Nelle professioni di relazione come la mia- spiega Monica M. Cavallo, counsellor sistemica- il sorriso è un indicatore importante dello stato d’animo del mio cliente: un sorriso per ricordare, un sorriso per lasciar andare, un sorriso per aver compreso, un sorriso ironico per quelle cose che sono troppo grandi per essere affrontate… Affrontare la vita e saper sorridere sono una combinazione vincente.”

Il sorriso è prima di tutto interiore, abbiamo detto, e quando si manifesta sulle nostre labbra, riesce a generare intorno a noi piccoli e grandi effetti. Tutti noi sperimentiamo quotidianamente il piacere di ricevere una tazza di caffè, ordinata al bar, accompagnata da un sorriso. E poi l’esperienza di ricevere una tazza di caffè accompagnata da un broncio o una smorfia di rabbia. Stesso prodotto, diversa esperienza.

In ogni momento, nel nostro interagire quotidiano, un sorriso fa davvero la differenza: dal farmacista, in ufficio, dal fruttivendolo, incrociando uno sconosciuto; ogni piccolo incontro può essere illuminato da un sorriso.

E noi quante volte offriamo un sorriso? E quante volte non lo facciamo? E perché non lo facciamo?

“Il fatto di impedire al sorriso di manifestarsi sulle nostre labbra – spiega Francesca Muzzarelli, medico odontoiatra – è spesso segnale di una limitata attitudine alla socializzazione, quale conseguenza di un rapporto conflittuale con se stessi, con il proprio aspetto e natura”.

Oltre all’equilibrio interiore, l’accettazione di sé e delle proprie manifestazioni, tra le quali il sorriso, può essere raggiunta tramite l’ausilio di trattamenti odontoiatrici più o meno complessi. Alla base di tutto ci deve essere sempre una grande collaborazione e fiducia tra l’odontoiatra e il paziente; in quanto il paziente deve affidarsi all’analisi estetica del visus e dei denti e contestualmente deve prepararsi all’idea del cambiamento, che tali interventi determinano sull’immagine riflessa che egli ha di “se stesso”.

I trattamenti odontoiatrici, finalizzati all’estetica, possono essere di origine protesica, come le corone in ceramica integrale o le faccette in materiale vetroso o simile; oppure di origine ortodontica, tramite l’impiego di mascherine trasparenti di riallineamento dei denti; o semplicemente cromatici, grazie all’aumento del tono del bianco dei denti quando questi non presentano particolari problemi di forma, ma solo di colore; utilizzando trattamenti di sbiancamento.

A ciascuno il proprio trattamento ideale, ma l’importante è continuare a sorridere alla vita e a se stessi.

A cura di

Monica M. Cavallo, Direttrice di Manage Your Life, Scuola di formazione per counselor

Dottoressa Francesca Muzzarelli, Odontoiatra

Photo credits: Envato Elements