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Nei pazienti totalmente edentuli e portatori di protesi totali e removibili (la comune dentiera) insorge frequentemente la necessità di ritornare ad avere una migliore qualità di vita dal punto di vista sia funzionale che estetico. Il problema che il dentista si trova a dover affrontare è l’assenza dell’osso per poter garantire un risultato estetico ottimale, restituendo quindi al paziente un sorriso il più naturale possibile.

In questi casi, la soluzione più efficace, da proporre al paziente, consiste in una protesi, avvitata su impianti, chiamata TORONTO BRIDGE, che rappresenta un trattamento elettivo in tutti quei casi in cui è necessario supplire a una perdita di osso e di gengiva.

È importante spiegare cosa intendiamo per Toronto Bridge: si tratta di una protesi fissa su impianti dentali, da quattro a sei impianti, in grado di sostituire tra i dodici e i quattordici denti per arcata dentaria e che prevede una gengiva finta detta “flangia rosa finta”. Lo scopo e la funzione di questa gengiva finta consiste nell’ottenere un risultato estetico più che ottimale, senza avere quel tipico “sorriso equino” dai denti vistosamente lunghi.

La maggiore complessità è rappresentata dalla progettazione clinico-chirugica e protesica di tale soluzione, che prevede la stretta e intensa collaborazione di un team professionale. In questa sede non entreremo nello specifico della descrizione chirurgica della tecnica in quanto vorremmo soffermarci sulla parte protesica del caso clinico preso in esame e cioè una Toronto Bridge in fibra di carbonio nell’arcata inferiore.FINITO4

La particolarità di questa tecnica consiste nell’utilizzo della fibra di carbonio, materiale impiegato ormai da decenni in molti settori industriali, che, oltre a rispondere alla necessità di ottenere ottime prestazioni, coniuga due importanti fattori: il peso ridotto e la massima resistenza. In analogia, basti pensare alle attuali autovetture di Formula Uno, all’industria aerospaziale, fino alla realizzazione di oggetti di uso quotidiano, come biciclette, canne da pesca, eccetera.

In campo odontoiatrico, la fibra di carbonio viene utilizzata per le sue caratteristiche di elevatissima resistenza e leggerezza, oltre a una grande capacità di shock absorption (assorbimento delle forze) molto importante per la durata degli impianti.

In sintesi, una Toronto Bridge realizzata in fibra di carbonio offre molteplici vantaggi:

  • la possibilità di avere una protesi fissa;

  • la possibilità di essere rimossa esclusivamente dal clinico secondo necessità;

  • un buon comfort, dovuto alla leggerezza unitamente a una grande resistenza;

  • la gradevolezza estetica grazie alla facilità di gestire sia il tono cromatico bianco dei denti sia il rosa della gengiva;

  • la velocità di realizzazione;

  • l’economicità.

Passiamo a illustrare rapidamente come si realizza la Toronto Bridge in fibra di carbonio e quale il risultato finale atteso.

Trascorsi circa tre mesi dall’intervento chirurgico di inserimento degli impianti, periodo durante il quale al paziente verrà inserita una protesi provvisoria avvitata a carico immediato, sempre in fibra di carbonio, si procede alla realizzazione della Toronto Bridge, prendendo, sulla gengiva guarita e stabilizzata, una nuova impronta degli impianti che verrà trasferita al laboratorio, dove sarà realizzata la protesi definitiva.

Il risultato finale consiste in un lavoro fisso, rimovibile solo dal medico per eventuali controlli e pulizie specifiche, che coniuga estetica, comfort e funzionalità grazie alle caratteristiche tipiche della fibra di carbonio, regalando così una sensazione che si avvicina il più possibile a quella data da una dentatura naturale.

Dott.ssa Francesca Muzzarelli, Odontoiatra, e Corrado Pestarino, Odontotecnico