Le OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno) rappresentano uno dei principali disturbi respiratori del sonno nell’adulto. Questa condizione è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il sonno, con conseguente riduzione dell’ossigenazione e continui micro-risvegli spesso non percepiti dal paziente.
Le apnee notturne compromettono la qualità del riposo e possono influire negativamente sulla salute generale. Secondo le linee guida dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS), le OSAS possono aumentare il rischio cardiovascolare e favorire sintomi come cefalea mattutina, irritabilità, difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica e sonnolenza diurna.
I sintomi delle OSAS possono manifestarsi in modo diverso da paziente a paziente. Spesso il disturbo viene inizialmente sottovalutato o attribuito a semplice stress o stanchezza.
Tra i segnali più frequenti delle apnee notturne vi sono:
Contrariamente a quanto si pensa, le OSAS non riguardano esclusivamente pazienti in sovrappeso. In molti casi entrano in gioco fattori anatomici e funzionali come palato stretto, mandibola arretrata (retrognazia), ridotto spazio delle vie aeree superiori o alterazioni della muscolatura oro-faringea.
La gnatologia può avere un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce delle apnee notturne e nella gestione dei disturbi respiratori del sonno correlati alla posizione mandibolare e alle vie aeree superiori.
L’odontoiatra gnatologo valuta infatti:
Questi elementi possono contribuire al collasso delle vie aeree durante il sonno e favorire l’insorgenza delle OSAS.
Una valutazione gnatologica approfondita consente di identificare precocemente condizioni anatomiche e funzionali associate alle apnee ostruttive del sonno, permettendo di impostare un percorso terapeutico personalizzato e multidisciplinare.
In alcuni pazienti affetti da disfunzione cranio-mandibolare, soprattutto nei casi di dislocazione del disco articolare con riduzione (caratterizzata da click articolari), i bite gnatologici possono contribuire indirettamente anche al miglioramento del russamento.
Questo avviene perché una corretta stabilizzazione mandibolare e una diversa postura della mandibola possono favorire un aumento dello spazio delle vie aeree superiori, migliorando la dinamica respiratoria durante il sonno.
È importante però distinguere i bite gnatologici tradizionali dai dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD) utilizzati specificamente nel trattamento delle OSAS.
I dispositivi MAD sono progettati per mantenere la mandibola in una posizione di avanzamento più marcata durante il sonno, favorendo una maggiore apertura delle vie aeree superiori e una migliore ossigenazione notturna. Proprio per questa azione più intensa, i MAD possono determinare nel tempo un maggiore stress a carico dei muscoli masticatori, dell’articolazione temporo-mandibolare e dell’equilibrio cranio-mandibolare.
Una recente revisione sistematica pubblicata su Sleep and Breathing da Belanche Monterde et al. (2024) ha confermato che i dispositivi di avanzamento mandibolare possono migliorare significativamente gli indici respiratori notturni nei pazienti affetti da OSAS e contribuire anche alla riduzione della pressione arteriosa.
Per questo motivo il trattamento delle apnee notturne richiede spesso una stretta collaborazione tra specialista del sonno e odontoiatra gnatologo, al fine di monitorare nel tempo eventuali problematiche muscolari o articolari e garantire un equilibrio funzionale stabile.
Accanto alla gnatologia, anche l’osteopatia può rappresentare un supporto utile all’interno di un approccio integrato alle OSAS.
Il trattamento osteopatico non cura direttamente le apnee notturne, ma può contribuire a migliorare:
In alcuni pazienti trattati con bite gnatologici o dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD), l’avanzamento della mandibola può determinare un aumento delle tensioni a carico della muscolatura cranio-cervicale e delle catene muscolari correlate.
In questo contesto, il supporto osteopatico può contribuire al mantenimento di un migliore equilibrio muscolare e funzionale, aiutando il paziente ad adattarsi più correttamente al dispositivo intraorale e migliorando il comfort del trattamento nel tempo.
Proprio per questo motivo, le OSAS richiedono spesso un approccio multidisciplinare che coinvolga medico del sonno, pneumologo, otorinolaringoiatra, odontoiatra gnatologo e osteopata.
Una valutazione integrata consente di costruire un percorso terapeutico personalizzato, più efficace e stabile nel tempo.
Se soffri di russamento abituale, sonno non ristoratore, stanchezza al risveglio o sonnolenza diurna, potrebbe essere utile approfondire la presenza di apnee notturne.
Intercettare precocemente i segnali delle OSAS significa non solo migliorare la qualità del sonno, ma anche proteggere salute generale, energia quotidiana e qualità della vita.
Presso Studio Dentistico Muzzarelli è possibile effettuare una valutazione gnatologica approfondita all’interno di un approccio multidisciplinare integrato dedicato ai disturbi respiratori del sonno e alle apnee ostruttive del sonno.
Drssa Francesca Muzzarelli: odontoiatra- gnatologa
OS: Filippo Tobbi: osteopata