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LaserTerapia

LaserTerapia

L’utilizzo della LaserTerapia in ambito medicale negli ultimi vent’anni ha attirato l’attenzione di molteplici operatori, sempre più interessati e predisposti a comprenderne l’efficacia clinica e l’utilizzo nel trattamento delle patologie più comuni. Anche in ambito odontoiatrico si è assistito ad un progressivo implemento della LaserTerapia nei singoli studi professionali, proprio per dare al paziente un’alternativa terapeutica diversa, ma allo stesso tempo efficace, in base alla tipologia di cura richiesta. Il Laser è un dispositivo che produce un raggio di luce con determinate caratteristiche: monocromaticità, brillanza, coerenza e direzionalità. Letteralmente la parola Laser sta per: L (Light) A (Amplification) by S (Stimulated) E (Emission) of R (Radiation): ovvero amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazioni. Il funzionamento del laser si basa sull’emissione stimolata di radiazione da parte degli atomi di una sostanza che viene identificata come materiale attivo. L’evoluzione tecnologica ci ha offerto apparecchiature  sempre più sofisticate che trovano applicazioni differenti nell’attività quotidiana in base alla loro lunghezza d’onda ed alle caratteristiche peculiari : Laser a Diodi, Laser ad Erbio, Laser a Neodimio, Laser a CO2 e Laser KTP.    A seconda della tipologia di laser utilizzato si possono identificare differenti modalità di emissione: emissione pulsata o superpulsata sono utilizzate nell’ambito dei laser allo stato solido e semiconduttori, permettendo di eseguire interventi senza l’uso di anestesia grazie a impulsi brevi che preservano il tessuto da incrementi elevati di temperatura; emissione continua che ha il vantaggio di erogare energia in modo ininterrotto senza impostare parametri come la frequenza e la lunghezza delle pulsazioni I campi di applicazione dei dispositivi Laser variano dalla chirurgia, alla parodontologia, alla conservativa , alla biostimolazione di lesioni del cavo...
La Devitalizzazione

La Devitalizzazione

La devitalizzazione o terapia canalare, è un trattamento mirato a riparare e salvare un dente gravemente danneggiato da un processo batterico che molti conoscono con il termine di “carie dentale”. Quando questi batteri arrivano al nervo, il paziente riferisce un dolore molto intenso di tipo pulsante. Questa fase  viene definita “pulpite” termine che indica un ‘infiammazione della polpa del dente. La comparsa di questo sintomo, induce il paziente a recarsi con urgenza dal dentista, in quanto non vi è alcun trattamento antinfiammatorio in grado di portare un sollievo duraturo allo stesso. Una volta in studio, il clinico, dopo un esame obiettivo della bocca del  paziente,   procede con un’analisi radiologica endorale di tipo periapicale che gli permette di valutare l’entità della carie, la forma e lunghezze delle radici del dente.   A questo punto si procede con un’anestesia locoregionale della zona da trattare   che ha lo scopo di NON far sentire alcun dolore al paziente durante tutte le manovre operative. Dopo un’attesa di circa 5-10 minuti, tempo di azione dell’anestetico; al paziente viene posizionato un foglio detto “diga di gomma” che ha lo scopo di isolare il dente dal resto della bocca e di garantire una protezione per il paziente ed una corretta sterilizzazione durante tutto il trattamento per il clinico. Questa barriera risulta fondamentale per garantire il successo terapeutico di tutta la devitalizzazione. E’ importante chiarire che il tempo necessario per effettuare una corretta terapia canalare, dipende dal dente da trattare e di conseguenza dal numero di nervi contenuti nella sua componente radicolare. Una cura canalare di un incisivo centrale, costituito da un solo nervo, è molto più breve...

Invisalign e Faccette Febbraio 2019: Il Paziente di anni 11 è venuto a Dicembre 2018 per risolvere il problema estetico e funzionale dei due incisivi laterali conoidi. Si è proceduto con un trattamento Invisalign della durata di 12 mesi. Al termine di questo, si è programmata una prova estetica detta Mock up per valutare il futuro risultato estetico. I genitori e il paziente rimangono soddisfatti del risultato, pertanto si procede con l’impronta definitiva senza limare i due denti. Dopo una settimana si cementano le faccette in...
Odontoiatria funzionale: Tecnica RDM

Odontoiatria funzionale: Tecnica RDM

Sempre più frequentemente in odontoiatria ci si trova di fronte a pazienti che riferiscono dolori di differente origine del massiccio cranio facciale: dal mal di testa, al dolore all’orecchio o all’apertura e chiusura della bocca. Per questa tipologia di pazienti è importante che l’odontoiatra abbia competenze di odontoiatria funzionale intesa come un’odontoiatria che tenda a salvaguardare l’essere umano nella sua totalità ricercando e risolvendo, ove presenti, le correlazioni tra patologie della bocca e patologie di altri distretti dell’organismo. Per questo si devono utilizzare metodiche e discipline di medicina integrata come l’osteopatia, la fisioterapia e la posturologia, avvalendosi di una collaborazione con specifici professionisti. In questo articolo vogliamo illustrare le potenzialità della tecnica di Riprogrammazione Dinamica Muscolare (RDM) sviluppata dal fisioterapista brasiliano Francisco Miguel Pinto che ho avuto modo di conoscere alla conferenza a Cuba a cui entrambi abbiamo partecipato come relatori. Tale tecnica raggruppa tutti gli studi di kinesiterapia, antropometria, esercizio posturale di rieducazione, terapia manuale, programmazione neurolinguistica e propriocettiva. Nello specifico essa prevede l’impiego di elementi “Cuscini con forme speciali” meglio definiti come “elementi propriocettivi” realizzati in speciali polimeri in grado di fornire i movimenti di microflessione nei punti di congiunzione predefiniti nella valutazione posturale. L’obiettivo principale di questa tecnica è quello di stimolare il sistema neuro muscolare attraverso la combinazione di micromovimenti nelle articolazioni corporee in cui sono presenti delle tensioni muscolari, delle riduzioni del flusso sanguigno e degli stimoli neuronali non corretti che determinano uno squilibrio del sistema corporeo in toto. Tramite questi micromovimenti coadiuvati dall’utilizzo di questi Schiume con forme speciali si riesce a bilanciare le forze muscolari del corpo come un’anca irregolare, una spalla più alta,...
Come e perché si manifesta la sensibilità dentinale?

Come e perché si manifesta la sensibilità dentinale?

La sensibilità dei denti agli stimoli termici è un problema molto diffuso nella popolazione. Infatti è una tra le principali cause di dolore ai denti che, se non opportunamente trattata, può portare all’insorgenza di carie o gengivite. La fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 18 e i 40 anni, con un incremento nei giovani in seguito all’aumentato utilizzo di bevande acide e zuccherate. Qual è l’origine della sensibilità ai denti? Bisogna fare una piccola introduzione su come è costituito il dente. Lo “smalto” è quella parte esterna del dente di colore bianco che ha la funzione di proteggere il tessuto sottostante, chiamato “dentina” di colore giallo al cui interno decorrono delle strutture vascolari e nervose chiamate “tubuli dentinali”. L’insorgenza del sintomo è dovuta alla perdita dello smalto con esposizione della dentina alle differenti e repentine variazioni termiche cui può essere sottoposta la cavità orale. Le cause, che possono determinare la perdita dello strato esterno del dente, sono molteplici. Di seguito ne elenco alcune tra quelle maggiormente responsabili: TECNICA DI SPAZZOLAMENTO SCORRETTA. Uno spazzolamento dei denti troppo energico, oppure un utilizzo di uno spazzolino con setole troppo dure, può determinare un indebolimento dello smalto con relativa formazione di microfessure chiamate “lesioni da spazzolamento”. UTILIZZO ECCESSIVO DI CIBI E BEVANDE ACIDE O ZUCCHERATE. La dieta alimentare ha subito notevoli variazioni nel tempo e molto spesso, sia per mancanza di tempo sia per pubblicità ingannevoli, si utilizzano sostanze acide che creano un indebolimento dello smalto con relativa comparsa della sensibilità. USURA DEI DENTI. I denti possono subire un’usura eccessiva in seguito a problematiche di digrignamento dei denti (BRUXISMO), oppure...