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Odontoiatria funzionale: Tecnica RDM

Odontoiatria funzionale: Tecnica RDM

Sempre più frequentemente in odontoiatria ci si trova di fronte a pazienti che riferiscono dolori di differente origine del massiccio cranio facciale: dal mal di testa, al dolore all’orecchio o all’apertura e chiusura della bocca. Per questa tipologia di pazienti è importante che l’odontoiatra abbia competenze di odontoiatria funzionale intesa come un’odontoiatria che tenda a salvaguardare l’essere umano nella sua totalità ricercando e risolvendo, ove presenti, le correlazioni tra patologie della bocca e patologie di altri distretti dell’organismo. Per questo si devono utilizzare metodiche e discipline di medicina integrata come l’osteopatia, la fisioterapia e la posturologia, avvalendosi di una collaborazione con specifici professionisti. In questo articolo vogliamo illustrare le potenzialità della tecnica di Riprogrammazione Dinamica Muscolare (RDM) sviluppata dal fisioterapista brasiliano Francisco Miguel Pinto che ho avuto modo di conoscere alla conferenza a Cuba a cui entrambi abbiamo partecipato come relatori. Tale tecnica raggruppa tutti gli studi di kinesiterapia, antropometria, esercizio posturale di rieducazione, terapia manuale, programmazione neurolinguistica e propriocettiva. Nello specifico essa prevede l’impiego di elementi “Cuscini con forme speciali” meglio definiti come “elementi propriocettivi” realizzati in speciali polimeri in grado di fornire i movimenti di microflessione nei punti di congiunzione predefiniti nella valutazione posturale. L’obiettivo principale di questa tecnica è quello di stimolare il sistema neuro muscolare attraverso la combinazione di micromovimenti nelle articolazioni corporee in cui sono presenti delle tensioni muscolari, delle riduzioni del flusso sanguigno e degli stimoli neuronali non corretti che determinano uno squilibrio del sistema corporeo in toto. Tramite questi micromovimenti coadiuvati dall’utilizzo di questi Schiume con forme speciali si riesce a bilanciare le forze muscolari del corpo come un’anca irregolare, una spalla più alta,...
Come e perché si manifesta la sensibilità dentinale?

Come e perché si manifesta la sensibilità dentinale?

La sensibilità dei denti agli stimoli termici è un problema molto diffuso nella popolazione. Infatti è una tra le principali cause di dolore ai denti che, se non opportunamente trattata, può portare all’insorgenza di carie o gengivite. La fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 18 e i 40 anni, con un incremento nei giovani in seguito all’aumentato utilizzo di bevande acide e zuccherate. Qual è l’origine della sensibilità ai denti? Bisogna fare una piccola introduzione su come è costituito il dente. Lo “smalto” è quella parte esterna del dente di colore bianco che ha la funzione di proteggere il tessuto sottostante, chiamato “dentina” di colore giallo al cui interno decorrono delle strutture vascolari e nervose chiamate “tubuli dentinali”. L’insorgenza del sintomo è dovuta alla perdita dello smalto con esposizione della dentina alle differenti e repentine variazioni termiche cui può essere sottoposta la cavità orale. Le cause, che possono determinare la perdita dello strato esterno del dente, sono molteplici. Di seguito ne elenco alcune tra quelle maggiormente responsabili: TECNICA DI SPAZZOLAMENTO SCORRETTA. Uno spazzolamento dei denti troppo energico, oppure un utilizzo di uno spazzolino con setole troppo dure, può determinare un indebolimento dello smalto con relativa formazione di microfessure chiamate “lesioni da spazzolamento”. UTILIZZO ECCESSIVO DI CIBI E BEVANDE ACIDE O ZUCCHERATE. La dieta alimentare ha subito notevoli variazioni nel tempo e molto spesso, sia per mancanza di tempo sia per pubblicità ingannevoli, si utilizzano sostanze acide che creano un indebolimento dello smalto con relativa comparsa della sensibilità. USURA DEI DENTI. I denti possono subire un’usura eccessiva in seguito a problematiche di digrignamento dei denti (BRUXISMO), oppure...
Lo sbiancamento dentale: cos’è e come funziona

Lo sbiancamento dentale: cos’è e come funziona

Lo sbiancamento dentale è un procedimento che schiarisce il colore dei denti. È uno degli interventi estetici dentali più popolari, perchè può migliorare notevolmente l’aspetto dei denti schiarendoli e riducendo quel colore giallo, che compare con l’avanzare dell’età e in seguito a normali abitudini di vita quali: fumo, tea, caffè e coloranti artificiali. Denti bianchi e sani rappresentano infatti una delle caratteristiche estetiche più ambite e ricercate. Ma in cosa consiste esattamente lo sbiancamento dentale? Sotto questo termine rientra, genericamente, qualsiasi trattamento che porta i denti ad apparire più bianchi. È’ importante fare una premessa per distinguere lo sbiancamento dentale dallo smacchiamento. Il primo prevede l’ausilio di prodotti sbiancanti che agiscono sulla struttura del dente riportandolo al suo splendore originario; il secondo prevede la rimozione meccanica delle macchie alimentari o da fumo, che si depositano sul dente, e può essere effettuato durante le normali sedute di igiene orale. Esistono due differenti metodiche di sbiancamento dentale: lo sbiancamento dentale in studio, per tutti quei pazienti che vogliono un risultato veloce e immediato; e lo sbiancamento dentale domiciliare che è quello che prediligo in quanto garantisce un maggior controllo della sensibilità dentinale, che può insorgere durante questi trattamenti. Entrambe le tecniche devono essere precedute da un’attenta visita da parte del dentista, che valuta la condizione odontoiatrica generale del paziente e quindi la sua idoneità – o meno – allo sbiancamento. Successivamente si procede con una seduta di igiene orale durante la quale si rimuovono le macchie dei denti. Come funziona lo sbiancamento domiciliare? La fase preliminare prevede la presa delle impronte di entrambe le arcate dentarie del paziente. Quindi il dentista...
Le faccette additive: quando l’intervento è estetico ma non invasivo!

Le faccette additive: quando l’intervento è estetico ma non invasivo!

In protesi estetica, per correggere alcuni difetti, l’utilizzo delle faccette ha diverse indicazioni che vanno dal “mascheramento” di importanti discromie dentali, purtroppo resistenti allo sbiancamento, alla vera e propria correzione di difetti di forma. In particolare, i difetti dei denti frontali possono essere di eccesso oppure di difetto di tessuto dentale in senso vestibolare e incisale. Per contro, parleremo di tecnica additiva nel caso di un “minus” di tessuto dentale da riempire attraverso le faccette stesse. In altre parole, i nostri denti possono risultare o troppo piccoli, o con un eccessivo spazio interdentale, o con abrasioni sullo smalto, o con colorazioni troppo gialle, o non perfettamente allineati, per cui nell’esame di casi come questi si suggerisce al paziente l’applicazione di faccette additive. Prima di addentrarmi, intendo chiarire cosa siano le faccette additive. Le faccette additive consistono in sottili lamine in ceramica traslucente, che vengono cementate dal dentista, con tecnica adesiva e permanente, sulla superficie dei denti anteriori. Ciò premesso è facile comprendere come un trattamento con le faccette non possa essere improvvisato, al contrario richiede un’attenta valutazione in fase pre e intra operatoria al fine di stabilire una gradevole estetica del sorriso e soddisfare le aspettative, che il paziente ha riposto nell’operato del medico. Risulta, quindi, molto importante che il clinico esegua sempre quella che viene identificata come prova estetica, che in termine tecnico si chiama mock up*. Questa prova consiste in un’applicazione sui denti di un materiale estetico, di solito resina o composito, che riempirà e correggerà i difetti estetici dei denti del paziente senza toccare il dente. Questa previsualizzazione estetica permetterà al paziente e al clinico di...
La nuova campagna di comunicazione 2017: #vivilavitaconilsorriso

La nuova campagna di comunicazione 2017: #vivilavitaconilsorriso

Quest’anno abbiamo deciso di realizzare una nuova campagna di comunicazione dal titolo “Vivi la vita con il sorriso”, che ha come protagonisti cinque soggetti, donne e uomini, giovani e meno (c’è, anche se ancora nascosto, un piccolino che sta per nascere, ma te lo presenteremo il prossimo anno…). Non abbiamo scelto attori professionisti, né modelli: abbiamo scelto persone “comuni” ma con un sorriso straordinario. Sì perché crediamo che prendersi cura di sé e del proprio aspetto (e sorriso!) non debba essere una possibilità riservata a pochi, ma un intento che possano realizzare in molti. Per questo abbiamo scelto cinque diverse “sfumature” di sorrisi, tutte in grado di interpretare la vita in modo bello e coinvolgente allo stesso tempo, tutte radiose e tutte vere. Oggi ti presentiamo il primo protagonista della nostra campagna: il giovane Antonio e il suo sorriso da 24enne! Continua a seguirci e a condividere i nostri consigli e suggerimenti e soprattutto non dimenticare: vivi la vita con il sorriso. Studio...