La recessione gengivale è una delle condizioni più frequenti osservate in uno studio dentistico e rappresenta uno dei motivi principali per cui i pazienti richiedono una valutazione specialistica. La gengiva che si ritira, la radice del dente che diventa visibile, la sensibilità al freddo o un cambiamento nell’estetica del sorriso sono spesso i primi segnali percepiti.
Tuttavia, è fondamentale chiarire un concetto chiave fin dall’inizio: non tutte le recessioni gengivali sono uguali e, soprattutto, non possono essere trattate allo stesso modo.
Le più recenti evidenze scientifiche in parodontologia hanno dimostrato che esistono diverse tipologie di recessione gengivale, ciascuna con cause, prognosi e trattamenti specifici. Comprenderle è il primo passo per ottenere una cura efficace e stabile nel tempo.
Dal punto di vista clinico, la recessione gengivale è lo spostamento del margine gengivale verso l’apice del dente, con conseguente esposizione della radice.
Questa condizione può determinare:
La recessione gengivale non è mai un fenomeno casuale: è un segno clinico che segnala un’alterazione dell’equilibrio tra dente, gengiva e osso.
Un errore molto comune è considerare la recessione gengivale come una diagnosi. In realtà, la recessione è un sintomo.
La vera diagnosi riguarda la causa che l’ha provocata, ed è proprio da questa che dipende la scelta terapeutica.
Le linee guida della European Federation of Periodontology raccomandano una valutazione che includa:
Senza una diagnosi accurata, qualsiasi trattamento sulla gengiva rischia di essere inefficace o instabile nel tempo.
Si tratta di una delle forme più comuni, soprattutto in pazienti giovani o in presenza di una gengiva sottile.
Segni clinici tipici
Come si cura
Il trattamento si basa su:
Questa tipologia di recessione è tra quelle che rispondono meglio agli innesti gengivali, con risultati estetici e funzionali molto prevedibili.
In questo quadro clinico, la recessione gengivale è spesso la conseguenza di forze occlusali eccessive, asimmetriche o mal distribuite, legate a disfunzioni cranio-mandibolari (DCM) e parafunzioni come il bruxismo.
Quando il sistema stomatognatico perde il suo equilibrio funzionale ,per alterazioni dell’occlusione, posture mandibolari non fisiologiche o una cattiva coordinazione neuromuscolare , alcuni denti diventano punti di carico preferenziale. Nel tempo, questo sovraccarico cronico può contribuire alla perdita di supporto parodontale e alla comparsa di recessioni gengivali localizzate.
Il ruolo delle disfunzioni cranio-mandibolari
Le disfunzioni cranio-mandibolari coinvolgono denti, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli masticatori e controllo neuromuscolare. In presenza di una DCM, la mandibola tende a ricercare adattamenti compensatori che determinano:
In questo contesto, la recessione gengivale non è un problema esclusivamente locale, ma rappresenta il riflesso periferico di uno squilibrio funzionale più ampio.
Un’occlusione fisiologica è caratterizzata da contatti dentali bilanciati, simultanei e stabili, in grado di distribuire le forze masticatorie in modo armonico su denti, osso e gengiva.
Quando questo equilibrio viene meno, alcuni denti vengono sottoposti a carichi eccessivi, con un aumento del rischio di:
Per questo motivo, intervenire chirurgicamente sulla gengiva senza aver prima ripristinato un corretto equilibrio occlusale espone il paziente a un’elevata probabilità di recidiva.
La diagnosi del trauma occlusale non può basarsi esclusivamente sull’osservazione clinica. Oggi è fondamentale integrare la valutazione gnatologica con analisi strumentali oggettive.
Tra queste, l’elettromiografia di superficie (sEMG) consente di:
Questi dati sono indispensabili per progettare terapie realmente personalizzate, come bite funzionali calibrati, finalizzati al riequilibrio neuromuscolare e alla protezione dei tessuti parodontali nel tempo.
Il trattamento corretto prevede un approccio integrato:
In assenza di una correzione funzionale e neuromuscolare, la recessione gengivale tende a ripresentarsi anche dopo un intervento chirurgico tecnicamente corretto.
È la forma più complessa. In questo caso, la gengiva non si ritira spontaneamente, ma segue la perdita dell’osso sottostante, tipica della malattia parodontale.
Il ruolo del microbioma orale
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha chiarito come la parodontite non sia causata da un singolo batterio, ma da un’alterazione dell’equilibrio del microbioma orale. In una bocca sana, i batteri convivono in un assetto stabile e compatibile con la salute dei tessuti. Nella malattia parodontale, invece, questo equilibrio si rompe: aumentano i batteri patogeni e si riducono quelli benefici.
Questa disbiosi del microbioma innesca una risposta infiammatoria cronica che porta alla distruzione progressiva dell’osso e dei tessuti di supporto del dente. La recessione gengivale, in questo contesto, è quindi una conseguenza visibile di un processo biologico più profondo.
Il trattamento prevede un approccio strutturato e biologicamente guidato:
In casi selezionati, accanto alle terapie meccaniche tradizionali, può essere indicato l’utilizzo di probiotici orali specifici, studiati per favorire il ripristino di un microbioma più compatibile con la salute parodontale. L’obiettivo non è eliminare tutti i batteri, ma ristabilire un equilibrio microbico stabile, riducendo l’infiammazione e supportando la guarigione dei tessuti.
Le terapie rigenerative parodontali, integrate in un contesto di controllo del microbioma, sono oggi supportate da solide evidenze scientifiche nel recupero del supporto perso.
La prima regola è evitare l’autodiagnosi. Ogni recessione richiede una valutazione clinica approfondita.
Nel mio studio dentistico a Milano eseguiamo:
L’obiettivo è individuare la causa reale della recessione gengivale e intervenire con la terapia più indicata.
La recessione gengivale può essere trattata con successo, ma solo quando viene compresa nella sua origine.
Che si tratti di innesto gengivale, di una correzione occlusale o di una terapia parodontale avanzata, ogni trattamento deve essere costruito su misura del singolo paziente.
Se hai notato che la tua gengiva si sta ritirando, una valutazione specialistica tempestiva è il primo passo per preservare salute, funzione ed estetica del sorriso nel lungo periodo.